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Ducati 900SS

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Make Model |
Ducati 900SS |
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Year |
1999-00 |
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Engine |
Air cooled, four stroke, 90°“L”twin cylinder, SOHC, desmodromic 2 valve
per cylinder. |
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Capacity |
904 |
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Bore x Stroke |
92 x 68 mm |
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Compression Ratio |
9.2:1 |
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Induction |
Weber Marelli electronic fuel
injection; one injector per cylinder |
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Ignition /
Starting |
Marelli electronic / electric |
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Clutch |
Hydraulic dry clutch |
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Max Power |
80 hp 58.3 kW @ 7500 rpm (rear tyre 78.2 hp @ 7700 rpm ) |
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Max Torque |
57 ft-lb @ 6500 rpm |
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Transmission /
Drive |
6 Speed / chain |
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Gear Ratio |
1ST 37/15 = 2.467
/ 2nd 30/17 = 1.765 / 3rd 27/20 =
1.350 / 4th
24/22 = 1.091 / 5th 23/24 = 0.958 / 6th
24/28 = 0.857 |
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Frame |
Tubular Chrome Moly steel trestle |
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Front Suspension |
43mm Showa upside-down forks, preload,
compression and rebound adjustable. 120mm
front wheel travel. |
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Rear Suspension |
Showa progressive linkage
monoshock, preload, compression and rebound adjustable, 136mm rear wheel travel. |
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Front Brakes |
2x 320mm discs 4 piston calipers |
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Rear Brakes |
Single.245mm disc 2 piston caliper |
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Front Tyre |
120/70 ZR17 |
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Rear Tyre |
170/60 ZR17 |
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Seat Height |
820 mm / 32.3 in. |
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Dry-Weight / Wet-Weight |
188 kg / 197 kg |
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Fuel Capacity (res) |
16 Litres (4L) |
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Consumption average |
18.3 km/lit |
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Braking 60 - 0 / 100 - 0 |
12.9 m / 37.8 m |
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Standing
¼ Mile |
11.4 sec / 192.0 km/h |
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Top Speed |
230.8 km/h |
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Reviews |
Ducati 900SS vs. 900FE
/
Ducati 900 SS |
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Manual |
Ducati.com MY00_SUPERSPORT_eng.pdf |

Ducati's 900SS is one of the
firm's longest running models, and one of its most successful. Originally
developed as an 860cc version of the bevel-drive 750SS, the first 900SS
appeared in 1975, and was instantly popular. The early bike's basic
principles of low weight, narrow chassis and sporting performance have
stayed true to the latest version of the 900SS, first launched in 1998.
This 900SS uses the 904cc
belt-drive engine common to all Ducati's current air-cooled 900s, including
the Monster and the MH900. Single overhead camshaft desmo heads have two
valves per cylinder, and the 900SS gained a fuel-injection system in 1998.
While not very powerful compared with more modern Japanese designs, the
900SS motor provides very satisfying performance, the strong low-down torque
delivery firing the rider out of bends like a slingshot, and the carburation
is flawless throughout the rev range, right up to the redline.
The chassis, too, is a capable
performer, despite its rather dated appearance. The welded steel-tube
trellis frame is very stiff and light, while a simple cantilever rear
monoshock and upside-down front forks give compliant, accomplished handling
and good ground clearance. The low all-up weight of 188kg (4141b) and narrow
dimensions help here too.
The most recent 1998 redesign was
the responsibility of Ducati's design chief, Pierre Terblanche.
The new full fairing gave more
modern looks than the previous design, and in addition a host of chassis
modifications improved handling, although weight did increase slightly. New
Brembo brakes and Showa forks came from the ST2 design, and a longer rear
shock further improved the handling of this bike.
The engine was also overhauled in
1998, with new flywheel, different camshafts and modified pistons and
cylinders, as well as the Weber-Marelli fuel-injection system. The
fuel-injection allowed cleaner, more efficient running, while also
increasing power.

Styling:
·
updated graphics
with model logo more boldly highlighted on the fairing (as seen in the
Superbike family for the Model Year 1999)
·
shield with the
“Ducati - Supersport” logo on top of the fuel tank,
·
a plate with the
“Ducati” logo under the headlight,
·
disc brakes with
new design aluminium carriers.
·
Brembo
three hollow spoke wheels and frame in racing gun-metal grey
Fittings:
·
protective
treatment with double transparent layer on the fairing.
Ergonomics and
comfort:
·
handlebars
raised by 12 mm,
·
higher and more
protective Plexiglas windscreen,
·
thinner neoprene
tank protection.
·
Brembo
PSC 12 clutch master cylinder with a more favourable hydraulic ratio.
Chassis:
·
Showa
adjustable front fork,
·
Showa
adjustable rear shock absorber,
·
rear swinging
arm in aluminium,
·
tires in sizes
120-70/17 and 170-60/17.
Safety:
·
320mm Brembo
front disc brakes with new carrier,
·
Brembo P4 30-34 front
calipers with 4 pistons and new PSC 16 master cylinder with radial
technology,
·
steel braided
brake lines,
·
brake pads in
sintered high friction material,
·
side stand without automatic return, with
fully extended lock and anti engine start sensor.

DUCATI 900SS vs. 900FE PARI E PATTA
(translate.google.com)
Con una certa nostra sorpresa il match fra la
nuova SS e la vecchia finisce (quasi) pari...
di Claudio Falanga
foto Snap Shot e Andrea Tessieri
Tra la fine degli anni ottanta e i primi degli anni novanta il successo della
851 sulle piste di tutta il mondo rilanciava il marchio Ducati.
La ripresa della gloriosa casa bolognese aveva già dato buoni segnali con
l'uscita della Paso, ma per accattivarsi la clientela cara bisogno di una moto
sportiva, dalle buone prestazioni e dal prezzo abbordabile. Ecco quindi il
grosso successo delle 900 supersport e delle sorelle minori, che già avevano
raccolto l'eredità storica delle precedenti 2 valvole Ducati. Il grosso
bicilindrico bolognese, pur non disponendo di una potenza esaltante, riusciva ad
appagare il pilota con un buon equilibrio dinamico, una grande facilità di
gestione, un prezzo abbordabile e l'immancabile fascino del due cilindri Ducati.
Fu un successo. Negli anni successivi varie furono le modifiche e le versioni (una
per tutte la superlight), fino all'avvento della nuova supersport disegnata da
Terblanche.
Non potevamo quindi evitare di portare in pista la nuova novecento a iniezione e
la "vecchia", nell'appetibile versione Final Edition (pensate che la targhetta
era numerata 001).
L'occasione è stata ovviamente uno dei Mondo Ducati Day organizzati sul circuito
di Magione (Perugia), dove potendo disporre della pista in esclusiva, abbiamo
messo "alla frusta", con la complicità di quattro entusiasti lettori, le due
moto. Sconcertante è il risultato di (quasi) parte che emerge da questa
comparativa, dove entrambe le versioni hanno raccolto pareri contrastanti. Anche
noi che sulle prima guardavamo con scetticismo la 900 FE, forse per le linee
meno moderne e per la posizione di guida meno corsaiola della nuova 900 SS,
abbiamo dovuto ricrederci nella prova in pista, dove il "vecchio" pompone ha
dimostrato doti di guida da non credere, insomma un bel duello. La nuova SS ha
dalla sua uno splendido avantreno, unito a dei freni eccezionali che le
consentono in fase di staccata di recuperare parecchio terreno anche su moto
maggiormente blasonate Per contro, la rigidità della sospensione posteriore e la
posizione molto caricata in avanti, ne fanno una moto leggermente meno comoda
rispetto alla 900 FE. Proprio la posizione più "turistica" rende la 900 FE sulle
prime più confidenziale, cosa che evidentemente ha influenzato i due lettori che
hanno apprezzato maggiormente questa versione, Infatti, solo aumentando il ritmo
la ciclistica sopraffina della nuova 900 SS emerge in maniera più netta, se
corredata da un sapiente uso del corpo.
La 900 FE, invece, si può guidare anche solo di manubrio, senza tanti
spostamenti o ginocchia in fuori, quasi una guida d'altri tempi. Della neonata
Ducati possiamo dire che oltre ad essere di linea molto personale, può vantare
una ciclistica capace di contenere un propulsore di ben altra potenza. Se i
cavalli in più fossero stati superiori ai cinque che differenziano le due
versioni, possiamo dire con certezza che il giudizio sarebbe stato unanime.
L'iniezione ha comunque giovato alla 900 SS che può vantare una regolarità di
erogazione ed un allungo decisamente superiore alla precedente versione.
Sul fronte dell'estetica comunque la nuova SS batte decisamente il vecchio
modello.
La nuova SS ha dalla sua una linea decisamente più moderna e filante E' piaciuto
molto il cupolino con il faro a freccia, il serbatoio ed il codone. Un po' meno
la parte inferiore a "bocca di squalo”, giudizio che trova anche noi d'accordo.
Da rimarcare comunque la presenza sulla Final Edition di alcune parti in fibra
di carbonio e l'introduzione (nella più classica tradizione sportiva) di un
codone monoposto, nonché di una strumentazione più bella e precisa, che rendono
onore a una moto in tiratura limitata. Crediamo che la FE sia una moto con un
fascino senza tempo, molto vicina ai primi 851, mentre la discendenza diretta
con la 916 si fa vedere nella SS.
Questa moto, più abbordabile delle sorelle a quattro valvole, è una valida
alternativa a queste o alla vasta gamma di quattro cilindri che promettono più
cavalleria, ma non garantiscono affatto maggior efficacia. La similitudine tra
le due versioni è il sintomo di una parentela, di una continuità, ma
l'EVOluzione è innegabile A tal proposito ci pare eccessivo il giudizio che il
lettore D'amico ha espresso rispetto al motore della 900 SS soprattutto in
termini di tiro ai bassi regimi.
In realtà l'iniezione ha conferito alla SS una regolarità di erogazione
eccellente fin dai bassi regimi, a tutto vantaggio delle fasi in uscita di curva
ed anche di maggiori doti di allungo, anche se forse troppo contenute da un
limitatore leggermente penalizzante, come rilevato dagli altri tester. Il
sistema di iniezione è gestito da una nuova centralina elettronica che può
essere controllata e riprogrammata tramite un programma diagnostico Ducati (chiamato
Mathesis), favorendo così semplici modifiche come l'adozione di nuovi scarichi.
Un appunto che tutti hanno fatto alla SS riguarda la sospensione posteriore un
po' troppo rigida, mentre sulla FE l'equilibrio complessivo della macchina è
apparso più armonioso. I nostri tester avevano delle grosse differenze in
termini di altezza e peso, per cui una più attenta regolazione avrebbe potuto
ribaltare il giudizio, che a nostro avviso ha favorito la moto con un assetto
meno esasperato.
Il codone monoposto della FE ha reso difficili gli spostamenti dell'amico
Rizzardi che ha una stazza intorno al metro e novanta, situazione decisamente
particolare in quanto lo spazio fornito dalla sella risulta generalmente
sufficiente.
Per uno come lui (che fra l'altro è possessore di una bellissima 916 SP
egregiamente preparata) disporre di una sella biposto, quindi lunga, come quella
della SS è stato fondamentale per potersi esprimere nella guida di corpo, così
come è abituato.
Le pedane, in entrambi i modelli sono in posizione accettabile e, come detto, la
posizione più eretta della FE si dimostra più comoda soprattutto nei lunghi
spostamenti in autostrada, dove il cupolino fornisce una buona protezione fino a
150/160 Km/h. La posizione estremamente caricata in avanti della SS alla lunga
affatica un po' i polsi e la protezione del cupolino risulta inferiore. Il
consumo di carburante, verificato da noi anche nella marcia su strada e molto
simile (circa 20 Km/l a 120 Km/h) mentre scarsa è l'autonomia fornita dal
serbatoio della SS.
La frenata, in termini di efficacia, per entrambi i modelli, è sicuramente ai
vertici tra le moto Sportive, ma sulla SS la presenza di una forcella dello
stesso tipo di quella montata sulla 916 (una Showa da 43 mm di diametro) concede
maggior sicurezza in staccata, anche se tutti ì tester hanno comunque apprezzato
la sincerità dell'impianto della FE.
Il test si è svolto facendo provare prima la 900FE e poi la 900SS, per mettere
in risalto l'EVOluzione di questo modello che va a raccogliere l'eredità della
mitica 750 con cui Paul Smart vinse la 200 miglia di Imola nel 1972 precedendo
Bruno Spaggiari sul traguardo. State a sentire cosa ne pensano i quattro
fortunati lettori che hanno provato con noi queste due splendide moto sul
circuito di Magione.
LA PROVA DI GRUPPO
Questi i quattro fortunati che hanno partecipato alla nostra comparativa:
Fabrizio (moto possedute Morini 350, 900SS, 916 tap.), Giuseppe (moto posseduta:
Monster 900), Calogero (moto posseduta: Ducati 916) e, infine, il mitico Claudio
del Pompone di Varese (moto posseduta: una bellissima 916 SP made in Orsenigo).
Questa volta abbiamo fatto a tutti le stesse domande, così da rendere
maggiormente evidenti le differenti opinioni su questi due modelli Ducati:
A tuo avviso quali sono le maggiori differenze di motore, erogazione, potenza e
coppia fra le due moto?
Fabrizio: Non ci sono grosse differenze, mi sembra solo un po' più pronta la FE
in basso. Il nuovo sembra che allunghi di più, ma entra troppo presto il
limitatore. Più corposa ai bassi regimi la FE, miglior allungo la nuova SS.
Giuseppe: Pensavo che la FE spingesse di più ai bassi, mentre mi sono accorto
che la SS attuale è più corposa in questo senso (nda: esattamente I’incontrario
di quello che afferma Fabrizio!). Comunque la FE ha più allungo, perché sulla
nuova entra troppo presto il limitatore.
Calogero: Trovo la nuova SS molto più pronta. E' una moto che ti mette subito a
tuo agio, più facile da guidare, più regolare come erogazione.
Claudio: Di motore quella nuova è molto più fluida, con un buon allungo, Si
senta che l'iniezione fa la differenza nel rendere il motore molto più sciolto,
lineare.
Per quanto riguarda la ciclistica?
F.: Trovo la FE più leggera di sterzo, pronta a entrare in traiettoria, ma che
poi necessita di continue piccole correzioni; mentre la nuova nata ho
l'impressione che sia più una moto da pista, segue meglio la traiettoria
impostata.
G.: A livello di guidabilità mi è sembrato leggermente meglio il vecchio modello.
Il nuovo ha una posizione di guida decisamente caricata in avanti. Per quanto
riguarda i freni ho trovato entrambe le moto decisamente performanti, anche se
la FE ha forse più mordente, leggermente più efficace.
Ca.: Nella prova in pista, al limite delle mie possibilità, con la nuova SS mi
sono sentito subito in confidenza: penso che molto dipenda dalla posizione di
guida, che fa sentire in modo perfetto l'avantreno.
Cl.: Come ciclistica all'inizio mi sembrava migliore la FE, ma dopo un paio di
giri ho cominciato a gustare le caratteristiche di quella nuova, sulla quale mi
sono trovato molto bene.
Quale delle due moto ritieni più adatta alle tue caratteristiche?
F.: lo ho già la SS, di cui sono veramente innamorato, per cui il mio giudizio
rischia di essere imparziale, ma la preferisco alla nuova. Però consiglierei
quest'ultima a chi vuol fare un passo in avanti in quanto a cilindrata e
divertirsi in tutta sicurezza.
G.: Mi sono trovato molto bene con la FE, forse perché è più vicina al tipo di
guida del Monster. Ma comunque è una questione di feeling personale. La nuova SS
penso che comunque sia una moto trattabilissima, idonea anche per chi usa la
moto tutti i giorni.
Ca.: Come avrai capito non ho dubbi nello scegliere la nuova. Pur non avendola
provata su strada sono convinto, per le caratteristiche dell'erogazione, che sia
una moto molto divertente da guidare anche sul misto veloce.
Cl.: Diciamo che, anche per la mia "stazza", mi trovo meglio su quella nuova. La
trovo anche più immediata, più facile da guidare: sono convinto che sul misto
possa dare molte soddisfazioni e anche in pista, nonostante il motore arrivi
dove arriva, è godibile.
In conclusione, la nostra opinione è che, pur restando uno stretto legame di
parentela fra i due modelli, la nuova 900 supersport rappresenti un interessante
passo avanti rispetto al vecchio modello. Non dimentichiamo che la Final Edition
è (come specificato dal suo nome) il punto di arrivo della vecchia serie. Il
nuovo 900 ha dalla sua una base di partenza sulla quale i tecnici di Borgo
Panigale riusciranno a proporre ulteriori affinamenti.
Per quanto riguarda gli inconvenienti, abbiamo riscontrato sulla FE la presenza
di depressione all'interno del serbatoio dovuto al cattivo funzionamento dello
sfiato e sulla Supersport la perdita di un bullone di un terminale di scarico.
Per il resto le moto sono state, per i venti giorni in cui le abbiamo avute a
disposizione, dei veri orologi. Hanno digerito, dalle statali alla pista, dalle
autostrade alla città dove, unico vero neo delle sportive italiane, hanno messo
in risalto l'eccessivo raggio di sterzo che però nella SS risulta migliorato.
Il prezzo per entrambi i modelli è elevato, ma come già detto e ridetto, la
gioia che le Ducati regalano nella guida ripaga presto del dispiacere di un
portafoglio più scarno. E poi, non facciamo di tutto per essere più leggeri?
Source
motoitaliane.it
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