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Aprilia Pegaso 650ie Tuscany Tibet

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Make Model |
Aprilia Pegaso 650ie
Tuscany Tibet |
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Year |
2003 |
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Engine |
Liquid cooled, four stroke, single cylinder,
DOHC, 5 valves per cylinder |
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Capacity |
652 |
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Bore x Stroke |
100 x 83 mm |
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Compression Ratio |
9.0:1 |
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Induction |
Fuel Injection |
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Ignition /
Starting |
Electronic. controlled
by injection control unit |
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Max Power |
50 hp 36.4 kW @ 7000 rpm |
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Max Torque |
59 Nm @ 6500 rpm |
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Transmission /
Drive |
5 Speed / chain |
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Front Suspension |
45mm Marzocchi
telescopic fork. 175mm wheel travel. |
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Rear Suspension |
Varying section high
strength steel swing-arm, Aprilia Progressive System (APS) rising rate
linkage |
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Front Brakes |
Single 300mm disc 2 piston caliper |
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Rear Brakes |
Single 220mm disc 1 piston caliper |
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Front Tyre |
100/90-19 |
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Rear Tyre |
130/80-17 |
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Dry-Weight |
175 kg |
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Fuel Capacity |
21 Litres |
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Consumption average |
20.4 km/lit |
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Standing
¼ Mile |
14.2 sec |
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Top Speed |
164 km/h |

Vi ricordate le repliche delle moto che
correvano la Dakar a metà degli anni ottanta? Ma si quelle con i mega
serbatoi modello Milano–Palermo senza senza sosta per il rifornimento, con i
paracoppa dell’olio che ci potevi fare la portiera di una Uno e reti copri
fari che una volta smontate si potevano usare per fare la griglia...
Per qualche anno sono state di moda, per poi
pian pianino sparire nel dimenticatoio. Come tutti ben sappiamo, però, le
mode ritornano e anche se non come ai “vecchi tempi” le navi del deserto si
sono riaffacciate sul mercato.
Dopo Bmw,
ecco allora Aprilia che si cimenta con due proposte per il turismo a lungo
raggio, e soprattutto a 360°. La Caponord Rally Raid e la Pegaso
Tuscany Tibet sono infatti due moto pensate per coloro che non paghi delle
prestazioni fuoristradistiche delle rispettive versioni “borghesi”, cercano
qualche cosa di più adatto alle cavalcate off-road.
Iniziamo con la
Caponord, che in questo allestimento Rally
Raid ha subito profondi mutamenti sia ciclistici che estetici per renderla
più adatta all’uso “duro”.
Primo cambiamento, nuovo cupolino,
più snello e privo delle “orecchie” paramani con frecce integrate della
versione normale, che poco si adatterebbero ai passaggi più impegnativi che
sono all’ordine del giorno in fuoristrada. Al loro posto troviamo dei
classici indicatori di direzione e due paramani montati direttamente sul
manubrio.
Di nuovo disegno anche il
parafango anteriore che ha un
profilo più adatto all’eliminazione del fango durante i passaggi più
impegnativi, per i quali sono stati studiati anche il
nuovo paramotore in fibra di
carbonio ed il paracoppa in
alluminio sostenuti da un telaio in tubi di acciaio ad alta resistenza.
Sempre in previsione di un utilizzo estremo, è stata applicata una
griglia a protezione del radiatore.
Posteriormente balza all’occhio la
struttura tubolare che oltre a
proteggere la Caponord in caso di caduta, serve per il montaggio del set di
bauletti dedicati (2 laterali da
40 lt ed uno posteriore da 30 lt).
Per quanto concerne la
ciclistica, la Caponord Rally Raid
è equipaggiata con una forcella pluriregolabile
Marzocchi da 50 mm all’avantreno,
mentre al retrotreno l’ammortizzatore della “stradale” è stato sostituito da
un Sachs con serbatoio d’azoto separato,
regolabile in estensione , compressione e precarico. Entrambe le
sospensioni hanno una escursione maggiorata
a 200 mm.
Anche il reparto
freni ha subito delle modifiche
specifiche per l’uso fuoristradistico. Ecco allora che i dischi anteriori da
300 mm ora sono flottanti, come flottanti sono le pinze a doppio pistoncino.
L’Aprilia Caponord Rally Raid viene venduta
con pneumatici adatti all’uso stradale, ma
compresi nel prezzo ci sono anche una coppia di pneumatici tassellati
per l’utilizzo su terreni sterrati.
La posizione
di guida ha subito un notevole cambiamento, considerando
l’aumento dell’altezza da terra della sella
(ora pari a 860 mm) che ha mutato anche il profilo della seduta. Pur
rimanendo divisa in due pezzi ora, la porzione del pilota risulta meglio
raccordata con quella del passeggero (che si può togliere facilmente per
lasciare spazio ad un piano di carico). Il
manubrio è in alluminio anodizzato con bracci a sezione biconica,
estremamente resistente. Le pedane
presentano un rivestimento in gomma che si può rimuovere, per migliorare il
grip, qualora si dovessero utilizzare stivali da cross.
La
strumentazione, è costituita da due apparecchi analogici ed un
display multifunzione, sul quale vengono visualizzate: ora, temperatura
aria, temperatura liquido raffreddamento e livello del carburante.
Il motore
è il “solito” ed apprezzatissimo bicilindrico a V di 60°, che grazie ai suoi
1.000 cc. Riesce ad erogare in questa versione,
secondo quanto dichiara l’Aprilia, 9,68 Kgm
di coppia a 6.250 giri e 98 Cv a 8.250 giri.
Meno “pesanti”, ma pur sempre importanti, le
modifiche apportate alla Pegaso in
questa versione appositamente preparata per il viaggio che ha compiuto
insieme al suo pilota, Emerson Gattafoni, dalla Toscana, fino al tetto del
mondo in Tibet.
La monocilindrica di Noale ha guadagnato,
oltre a nuove grafiche, un cupolino
dalle maggiori capacità protettive, oltre che una
sella più alta di due cm, che
meglio si adatta alla guida in fuoristrada.
Richiamo alle enduro professionali, anche per
il manubrio, che presenta un
traversino, adatto al montaggio di strumentazioni aggiuntive come il
road-book, bussola e orologio.
Sempre dedicato a questa versione, il
bauletto in alluminio, con capacità di trenta litri, al quale se ne
possono aggiungere due laterali, con relativi attacchi.
Anche la
ciclistica è stata modificata per adattarsi meglio alla guida su
percorsi off-road, ecco quindi una forcella
anteriore Marzocchi con steli da 45 mm di diametro allungati di 26
mm in lunghezza rispetto alla versione “normale”, e con una escursione
portata a 175 mm per meglio “incassare” i colpi durante la guida in
fuoristrada. Lo stesso motivo ha portato i tecnici dell’Aprilia ad
aumentare l’altezza del retrotreno,
allungando il mono posteriore di 25 mm, che ora ha anche la
possibilità di essere regolato
tramite un comodo pomello.
La prova
dinamica delle due Aprilia si è svolta sugli sterrati toscani in
quel di Castelfalfi.
La Caponord Rally Raid, sulle prime mette in
apprensione, vuoi per le
dimensioni, più adatte ai grandi spazi (magari africani) vuoi per il peso
che oltrepassa in scioltezza i 200 kg.
Se siete al di sotto del metro e ottanta... preparatevi psicologicamente, ma
anche fisicamente, ad affrontare le manovre da fermo o a bassa velocità,
oppure le inversioni di marcia (magari sulle mulattiere!).
L’ impostazione di guida, è estremamente
confortevole, con tutti i comandi ergonomicamente al posto giusto,
le pedane ben posizionate ed un serbatoio
da 25 litri che si camuffa per benino senza risultare
eccessivamente invadente.
L’ansia iniziale, causata dal timore di
portare a spasso su strade sterrate, fossi e guadi cotanta moto, con il
passare dei minuti è scemata (ma non del tutto...lo ammetto) aiutato dalla
regolarità e dalla propensione del
bicilindrico a tirarmi fuori dalle situazioni più scomode, sia in “basso”
che ad alto numero di giri, e da una ciclistica che risulta estremamente a
punto. Le sospensioni incassano di tutto e di più, senza indugi,
mentre il telaio mette in mostra tutte le sue doti migliori.
L’inerzia della Caponord, dovuta alla massa non trascurabile e difficile da
nascondere, tende a diminuire man mano che la velocità aumenta. La Toscana
non è l’Africa...e gli sterrati infiniti e soprattutto veloci, dalle nostre
parti sono pochini e quelli che ci sono, non si possono considerare ”infiniti”.
Purtroppo, invece, capita spesso di dover fare inversione di marcia su
stradine in salita, o peggio in discesa, in spazi angusti, anche in mezzo
agli alberi...in questi casi ci vuole attenzione. Certo chi compra una moto
del genere , queste problematiche le conosce certamente e non se ne
preoccupa più di tanto.
Il lato nascosto, ma non troppo, della
Caponord Rally Raid, è quello della macina
chilometri. Ho avuto la possibilità di provare una Rally Raid
gommata “stradale”, così mi sono fatto un giro nei dintorni, questa volta
asfaltati, di Castelfalfi, ebbene la nave del deserto è risultata, nelle
breve presa di contatto, una compagna di
viaggio perfetta.
Comportamento stradale estremamente equilibrato, privo di
ondeggiamenti e motore che spinge sempre, sono le caratteristiche che
balzano all’occhio. Sulle strade tortuose che ho percorso, la Caponord in
versione africana, si è comportata come una
stradale di razza. Le sospensioni studiate per assorbire i colpi
più duri in fuoristrada, si sono rivelate molto adatte anche alla guida su
asfalto, alla pari del telaio e dei freni, i quali anche se maltrattati
hanno sempre svolto il loro compito in modo egregio.
Una cosa è certa, per gli amanti dei lunghi
viaggi e delle grosse fuoristrada, si è affacciato sul mercato
un prodotto leader di categoria per qualità
costruttiva e capacità dinamiche.
La sorellina più piccola della Caponord Rally
Raid, la Pegaso Tuscany Tibet, si è
dimostrata, per massa e dimensioni, più a suo agio sui tratti off-road che
abbiamo percorso.
Pur mettendo in mostra un’impostazione più
votata all’asfalto rispetto alla sorella maggiore, la piccola di casa
Aprilia ha superato in modo disinvolto
tutti gli ostacoli che si sono susseguiti durante la prova. Le
sospensioni non hanno mai mostrato la corda, anche nei tratti più
impegnativi.
Unico neo emerso, è stata la scarsa
propensione al fuoristrada medio-duro dei
pneumatici di primo equipaggiamento (forse ci eravamo abituati
troppo bene con i tassellati della Caponord...).
Motore e ciclistica in generale, hanno
dimostrato di sapersi adattare piuttosto bene al fuoristrada,
permettendo alla monocilindrica di Noale di muoversi in maniera disinvolta
su qualsiasi terreno, senza per questo richiedere troppo impegno da parte
del conducente (anche e soprattutto se questo è una donna).
La Pegaso rappresenta, dunque,
una moto poco impegnativa e facile dal
punto di vista fisico, dotata di un motore tutt’altro che pigro,
con cui si possono affrontare i viaggi più disparati, sia su strada che
fuoristrada. Un ottimo primo passo verso
l’avventura.
Source
Moto.it
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