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Aprilia RSV
1000 Mille R Edwards

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Make Model |
Aprilia RSV 1000 Mille R
Edwards |
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Year |
2003 |
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Engine |
Liquid
cooled, four stroke, longitudinal 60°V twin, DOHC, 4 valves per cylinder |
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Capacity |
997.6 |
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Bore x Stroke |
97 x 67.5mm |
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Compression Ratio |
11.4:1 |
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Induction |
Fuel injection |
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Ignition /
Starting |
Digital electronic with two
spark plugs per cylinder / electric |
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Max Power |
133.2 hp 97.2 kW @
9500 rpm
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Max Torque |
106 Nm @ 7500 rpm
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Transmission /
Drive |
6 Speed / chain |
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Front Suspension |
43mm Öhlins upside-down fork, titanium nitride treated sleeves. 120mm wheel travel |
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Rear Suspension |
Swing arm in Aluminium alloy,
progressive linkage with APS system. Öhlins Racing hydraulic shock
absorber. 135mm wheel travel |
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Front Brakes |
2x 320mm discs 4 piston
calipers |
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Rear Brakes |
Single
220mm disc 2 piston caliper |
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Front Tyre |
120/70 ZR17 |
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Rear Tyre |
190/50 ZR17 |
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Dry-Weight |
183 kg |
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Fuel Capacity (res) |
18 Litres (4L) |
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Standing
¼ Mile |
10.7 sec |
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Acceleration
60-140 km/h |
10.2 sec |
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Top Speed |
278.0 km/h / 172.74 mp/h |

"Salve, mi chiamo Aprilia RSV Mille R Edwards,
sono la sorella cattiva dell'RSV 1000, per differenziarci ho deciso di vestirmi
un pochino diversa...". Ecco, se l'Aprilia RSV Mille Edwards avesse anche la
parola, probabilmente si presenterebbe così!
L'ultima nata della Casa di Noale infatti si posiziona al top della gamma
Aprilia, continuando l'evoluzione del progetto RSV Mille che ogni volta stupisce
ed entusiasma grazie a piccoli ritocchi e ad affinamenti sulla base di quella
che da molti viene giudicata la più efficace ipersportiva di grande serie mai
prodotta.
La Edwards rappresenta dunque l'arma finale di Aprilia nel segmento di mercato
più ambito, e per renderla ancora più affilata nel prezzo di acquisto viene
fornito anche un kit dedicato a chi la porterà in pista (non omologato per uso
stradale) che comprende uno scarico Akrapovich due in due in titanio, una eprom
dedicata e un pignone da 16 al posto dell'originale da 17.
Il terreno di questa prova è stato il leggendario circuito di Monza. Questo
tracciato è decisamente atipico nel panorama dei circuiti, visto che unisce in
un singolo giro lente varianti e rettilinei dove il motore è libero di spingere
la moto alle massime velocità, seguiti da decise staccate e con un curvone da
fare a 230 all'ora... Insomma, proprio quello che ci vuole per testare una moto
"racing", no?
Design e allestimento
Già a colpo d'occhio, la moto rispetto alla versione standard sembra più leggera
e più aggressiva. Per una volta, l'occhio ha proprio ragione: la linea mantiene
un family feeling con quella della prima versione, ma tali e tanti sono stati
nel tempo gli interventi di affinamento che la RSV Edwards non ha più oramai
molto in comune con la prima serie. Si nota subito il nuovo codone, davvero
molto snello e filante, ma questo non è il solo componente ad essere "dimagrito":
tutta la moto è in pratica stata messa "a dieta" per esaltarne le doti di
leggerezza e guidabilità, conferendole al contempo un'aspetto molto più racing e
dinamico.
Di racing a ben guardare non c'è solo l'aspetto: cerchi forgiati e anodizzati,
pinze con attacco radiale, sospensioni ed ammortizzatore di sterzo Öhlins top di
gamma, motore più potente, kit racing e carbonio ovunque sono le innovazioni che
risultano evidenti anche ad occhio nudo, poi ci sono quelle "dentro"...
La cura costruttiva è davvero eccellente, come si addice ad una moto di questo
spessore, mentre le grafiche adottate in questa speciale versione sono
quelledella RS CUBE che corre nel mondiale MotoGP. Forse alcuni accostamenti
cromatici sono un pò forti, ma di sicuro non la si confonde nel gruppo: questa è
la più cattiva e si vede!
Il cruscotto sulle prime spiazza un po' per quanto appare complesso, e ci si
aspetta di trovarci anche i tasti CTRL ALT CANC per riavviare la moto in casi
estremi :-), ma dopo un po' di pratica si impara ad usare e a sfruttare tutte le
funzioni possibili. Da sottolineare la possibilità di registrare i tempi sul
giro usando il tasto del "passing", memorizzandone una cinquantina che poi
possono essere letti con calma una volta ai box.
Comandi
Le leve al manubrio sono regolabili e molto comode, modulabili (sopratutto
quella della frizione che grazie al sistema PPC antisaltellamento diventa anche
molto meno dura da tirare) e funzionali; i blocchetti sono classici e dalle
funzionalità facilmente accessibili. Diverso il discorso per il cruscotto: le
funzioni sono tante e per impararle occorre studiare un po', ma il loro
plusvalore vale il tempo impegato! I comandi del cambio e del freno posteriore
sono invece stati ridisegnati per offrire una migliore mobilità del pilota, ed
in effetti sembrano raggiungere perfettamente il risultato, nonostante manchi la
possibilità di regolazione delle pedane. C'è da dire però che anche nella
configurazione originale queste pedane si sono adattate molto bene a tutti i
tester presenti, segno che lo studio è stato fatto anche considerando le
differenti possibili utenze di questa moto.
Source
Motocorse

Ad osservarla con le grafiche “ufficiali” la
RSV R 1000 Edwards sembra veramente una moto da corsa, se poi fate cadere
l’occhio sui particolari…vi domanderete se non lo sia veramente.
Rispetto alle prime versioni la linea è ora meno “voluminosa” e più slanciata,
soprattutto nel posteriore, risultando più gradevole.
Le moto pronte per essere “saggiate” sono schierate nella corsia box
dell’Autodromo di Monza location azzeccatissima e alquanto suggestiva per la
prova di un missile terra-aria come la RSV Edwards.
Anche se ancora adagiate sul cavalletto laterale e a motore spento, esibiscono
una quantità di “muscoli” che mette in imbarazzo. Accensione dei motori per la
fase di riscaldamento…porcaccia miseria, che rombo!
Per questa nuova versione della RSV 1000, l’Aprilia ha studiato una grafica che
richiama le versioni da corsa della sua bicilindrica, oltre che a dotarla della
migliore componentistica disponibile sul mercato.
Doppia pinza con attacco radiale che lavora su una coppia di freni a disco
Brembo da 320 mm, il tutto montato su di una forcella pluriregolabile Ohlins
Racing con trattamento al nitruro di titanio. Mono posteriore, sempre Ohlins
Racing, con regolazione dell’estensione, della compressione, precarico e anche
del passo. Cerchi in alluminio forgiato, anodizzati. Stesso materiale per la
piastra di sterzo, tanto alleggerita da sembrare un gruviera. Abbondanza di
fibra di carbonio, materiale con cui sono costruiti i parafanghi, anteriore e
posteriore, la palpebra del cruscotto, i supporti marmitte, i deflettori e gli
estrattori carena.
Strumentazione completissima (anche se dall’estetica discutibile) che oltre alle
funzioni classiche, mette a disposizione un bel cronometro che può registrare
fino a cinquanta tempi sul giro (si aziona attraverso il pulsante del passing).
Le novità, non si fermano solo alla pelle della RSV 1000 R Edwards, ma anche il
propulsore è stato oggetto di una serie di migliorie.
I tecnici Aprilia hanno ulteriormente affinato e potenziato il bicilindrico
longitudinale a V di 60° di 997 cc., aumentandone le capacità “polmonari”.
Sembra veramente una moto da corsa
I corpi farfallati passano da 51 mm agli attuali 57 mm, mentre anche i condotti
di aspirazione sono stati riprogettati. Bielle forgiate e centralina rimappata
per adeguare la gestione elettronica del motore alle nuove modifiche. Cambio a
sei rapporti ravvicinati.
Grazie a tutto questo, la casa di Noale dichiara 133,28 CV a 9.500 giri con una
coppia di 106 Nm a 7.500 giri.
Per i più esigenti l’Aprilia ha messo a punto un Kit Racing (montato sulla moto
del nostro servizio) costituito da due terminali “aperti” in titanio, pignone da
sedici al posto di quello da diciassette con una eprom appositamente studiata.
Così kittata l’Apriliona mette a terra 136 CV e perde 3 Kg di peso.
Sedersi sulla RSV 1000 R è una piacevole sorpresa, tanto per l’ergonomia dei
comandi, quanto per la posizione di guida che risulta tutt’altro che scomoda.
Considerando l’estrazione corsaiola di questa moto, gli ingegneri hanno fatto un
gran bel lavoro. Niente postura da fantino, o polsi troppo caricati su semi
manubri dalle inclinazioni improbabili, la super Aprilia si propone come una, se
non in assoluto la più comoda delle superbike sul mercato.
I primi giri di pista, con asfalto ancora umido, fanno risaltare il carattere
alquanto trattabile dell’Aprilia, che mette in campo, anzi in pista un
“motorone” dall’erogazione spettacolare e che in questa nuova versione spinge
forte fino all’ultimo giro disponibile prima dell’intervento del limitatore.
Con la pista che si asciuga, i ritmi aumentano e la RSV risponde con un
comportamento eccezionale.
Eccezionale, perché la facilità con cui si lascia condurre da una curva
all’altra è disarmante. Niente in questa moto mette in difficoltà il pilota.
L’inserimento in curva è preciso e omogeneo, scevro da comportamenti anomali. I
curvoni mettono in risalto l’eccellente lavoro delle sospensioni e del telaio,
che in nessuna occasione hanno innescato sbacchettamenti oppure
“ondeggiamenti”della RSV.
Il motore fionda letteralmente fuori dalle curve la RSV con un “tiro” esente da
buchi in erogazione, che permette di percorrere le esse di Monza anche con una
marcia più alta senza mai perdere grinta.
“Grazie a tutto questo, la casa di Noale dichiara 133,28 CV a 9.500 giri con una
coppia di 106 Nm a 7.500 giri”
Tutto questo senza mai avvertire reazioni nervose del retrotreno oppure della
forcella, anche quando la ruota fatica a toccare l’asfalto all’uscita delle
varianti. In tutte queste danze, la manovrabilità del cambio non viene mai meno,
digerendo le cambiate, in qualsiasi modo gli vengano imposte.
I rettilinei di Monza li conosciamo tutti, sono lunghi e permettono il
raggiungimento di velocità molto elevate, il fatto è che terminano tutti con
delle staccatone da panico, ma non per la Edwards.
L’impianto frenante potente e modulabile, il sistema antisaltellamento PPC
adottato per il posteriore e la perfetta ergonomia della posizione di guida,
permettono delle staccate al vertice della categoria, con un impegno minimo.
Il fatto stesso che le velocità sui rettilinei siano notevolmente più basse
rispetto alla concorrenza a quattro cilindri del sol levante, ma che i tempi sul
giro siano in molti casi migliori, ci danno l’idea del comportamento
estremamente positivo della RSV 1000 R Edwards nei tratti misti, nelle velocità
di percorrenza in curva e dell’efficacia in frenata.
Insomma, facciamo i complimenti al team di tecnici che ha saputo “amalgamare” in
modo sapiente tanti elementi, raggiungendo un risultato d’eccellenza nel
panorama motociclistico.
Francesco Paolillo
Source
Moto.it

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